Il Nobel Williams: “Abbandonare l’economia della deterrenza”

Giampiero Castellotti
06/06/2022
Jody WILLIAMS (foto: PATERNOSTER Daniele – Archivio Ufficio Stampa PAT)

Il Premio Nobel per la Pace, Jody Williams è intervenuta al Festival dell’Economia di Trento sul tema “Abbandonare l’economia della deterrenza per assicurare la Pace” con un accorato appello ad “alzarsi” e a fare qualcosa di concreto per la pace. Insieme a lei, anche la teologa e psicologa, Madre Noemi Scarpa, Madre Abbadessa del Monastero S. Anna Benedettine di Bastia Umbra, parla di diventare “semi di pace”, partendo dal poco, dalla vita quotidiana. Dire, fare, posizionarsi anche contro corrente e creare il cambiamento, uscire dal binario della massa: questo è l’invito alla pace.

“Sono attivista per la pace fin dalla guerra in Vietnam. Ero arrabbiata che il mio paese volesse invadere il Vietnam seguendo solo delle bugie. Ho dedicato la mia vita all’antimilitarismo e al disarmo. Il Premio Nobel che ho ricevuto è stato un riconoscimento non solo per me ma anche per quella società civile fatta da tutti coloro che si riuniscono per lottare per il disarmo. La guerra in corso rende il momento molto teso e volatile in tutto il mondo. Ciò di cui non mi capacito è che un solo uomo possa minacciare l’umanità intera con l’uso delle armi militari tattiche. E’ incredibile! Pensavo che finalmente la gente avrebbe capito che ci sono migliaia di armi nucleari in tutto mondo e con le armi nucleari non viviamo in un mondo sicuro. Se le persone del mio paese capissero in che modo vengono utilizzati i soldi delle loro tasse, protesterebbero senza dubbio. Mi disturba enormemente che la gente non sappia che il budget utilizzato dal mio paese per le armi è enorme se lo rapportiamo al 7% per l’istruzione, il 7% per la sanità, il 3% per gli affari internazionali. Immaginatevi che cosa potremmo fare con una spesa di 2 trilioni di dollari e se potessimo usare i fondi destinati alla spesa militare per sanità e istruzione. 

Nessuno si sente sicuro con le armi nucleari. Voi vi sentite sicuri con le armi nucleari? Io mi sento sicura con una buona istruzione per i miei figli e una buona assistenza sanitaria. Pensate se potessimo usare quel denaro per assicurare vaccini e cibo a tutto il mondo… Non è il momento di agire per cambiare le cose? Non capisco perché le persone non dicano “no”. Io sono un’attivista e ritengo che noi siamo in grado di cambiare il nostro mondo ma non basta parlare, non è sufficiente per la soluzione del problema. Bisogna agire per cambiare i problemi. Non bisogna aspettare che arrivi qualcuno che lo faccia per noi, lamentarci non ci salverà. L’unica cosa è alzarsi e fare qualcosa”. 

Questa accorata testimonianza di Jody Williams ha introdotto il dialogo, moderato da Roberto Da Rin, giornalista de il Sole24ore, tra lo stesso Premio Nobel e Madre Noemi Scarpa, Madre Abbadessa del Monastero S. Anna Benedettine di Bastia Umbra, teologa e psicologa. “Il punto di partenza – ha detto Madre Noemi – è che ognuno di noi può fare qualcosa nel suo piccolo, partendo dalla famiglia, dalla propria comunità, dal proprio posto di lavoro. Questo è diventare operatori di pace. Pace è rispetto, il vedere l’altro come essere umano e non come qualcosa di funzionale per me. La pace parte da uno sguardo sull’uomo come uomo e non come oggetto. Non deve esserci prevaricazione ma il dialogo e bisogna agire contro l’indifferenza, la dissociazione dalla realtà. Con l’odio, ci stiamo avvelenando anche nei sentimenti, in una logica di difesa e non di accoglienza. La pace non è un’utopia ma una possibilità che dobbiamo darci e dobbiamo dare”.

Rispetto all’attesa di pace nella guerra in corso e sulla questione che divide sull’invio di armi, Madre Noemi sottolinea con forza che il messaggio di pace va detto e ridetto ma “assumersi la responsabilità di una pace  – afferma Madre Noemi – implica anche una presa di posizione, un fare qualcosa. Questo fa perdere la faccia, sporcarsi le mani. Testimoniare è importante, perché c’è un pensiero di massa che viene continuamente manipolato e siamo in assenza spesso di uno spirito critico, a causa dell’ignoranza dilagante. Dire, fare, posizionarsi anche contro corrente e creare il cambiamento, uscire dal binario della massa: questo è l’invito di pace”.

Anche Jody Williams richiama l’importanza della testimonianza: “Cerco di far capire ai giovani che ognuno può contribuire ad un mondo migliore. Dedicatevi a combattere contro ciò che vi fa più arrabbiare in questo pianeta, pensate a ciò che più vi disturba e dedicate del tempo volontariamente per migliorarne la situazione”. (ds)

Giampiero Castellotti