Giovannini: “Il Pnrr è ad un buono stato di attuazione”

Giampiero Castellotti
06/06/2022

Il Pnrr è ad un buono stato di attuazione: parola di Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile. Giovannini al teatro Sociale di Trento, nell’ambito del Festival dell’Economia, ha fatto il punto, tra obiettivi raggiunti e criticità, proprio sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un panel che è stato moderato dal caporedattore del Sole 24 Ore Giorgio Santilli: “Il lavoro è iniziato un anno fa con Bruxelles ed il mio ministero gestisce 61 miliardi del Pnrr. La Commissione europea è venuta a controllare a marzo lo stato dell’arte. E per quanto riguarda gli investimenti siamo molto avanti. Una delle gare più importanti è quella della diga del porto di Genova, molto lavoro si è fatto in 9 mesi ed è un test per quello che si vorrà fare. Sul codice dei contratti si è fatto un grande lavoro di rinnovo, procedure che vorremmo diventassero uno standard”.

La sua percezione è che ci siano delle difficoltà nella progettazione sui territori, nei comuni? “ Si tratta di una potenziale difficoltà. Per questo avvieremo una assistenza tecnica, 413 cluster di opere nei Comuni ce lo chiedono” ha osservato il ministro.

Poi Giovannini ha proseguito: “Lo scorso anno sono stati affidati lavori per 40 miliardi e nonostante lo stress del settore vogliamo che ci sia assistenza tecnica. Non tutte le opere partiranno assieme, quelle più grandi hanno bisogno di tempo. Una centrale di progettazione nazionale? Non credo funzionerebbe, la situazione è troppo variegata. Il settore privato deve strutturarsi meglio, serve una qualificazione delle imprese”.

Il decreto aiuti è sufficiente? E che ne pensa della modifica dei progetti in corso? “Il meccanismo che abbiamo creato è quello della revisione dei prezzi, prima non c’era. Ora è una clausola obbligatoria, noi speriamo che il 2022 sia un anno eccezionale sui prezzi. La crisi dei chip, per esempio, è un tema importante: dall’Asia ci dicono che non continueranno ad inviarli, anche per motivi ambientali, in Europa. E che ci dovremo attrezzare”. Il tema idrico fa parte del suo ministero: “È fondamentale per il nostro Paese. Non tutti hanno fatto investimenti coerenti su questo aspetto. Il Piano è anche di resilienza” ha osservato Giovannini.

Dopo l’intervento del ministro il teatro Sociale ha ospitato una tavola rotonda sul tema con Antonio D’Amato, presidente Fondazione Mezzogiorno, Giovanna Della Posta, ad Invimit Sgr, Andrea Falleni, ad Capgemini Italia & GSO Capgemini South and Central Europe, Luigi Ferraris, ad gruppo FS Italiane, Gabriele Giudice, vice-direttore direzione affari economici e finanziari della Commissione europea, Nicoletta Parisi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roberto Garofoli, sottosegretario di Stato presidenza del Consiglio dei ministri, Stefano Stoppani, country manager VISA, Fabio Vaccarono presidente e ad Multiversity Group (CVC Capital Partners portfolio Company) e Marco Venturelli, segretario generale Confcooperative. (gt)

Giampiero Castellotti