Geologi: a Bergamo seminario sulla manutenzione

Giampiero Castellotti
06/05/2022

Quando si interviene sulla rete idrica in territori fortemente urbanizzati come quello in cui opera Uniacque, che gestisce il servizio idrico della Provincia di Bergamo, possono essere molti gli ostacoli che impediscono l’utilizzo di sistemi convenzionali di scavo. Per questo motivo, i tecnici sempre più prediligono tecnologie che evitino gli scavi e consentano di lavorare senza interrompere la mobilità e le quotidiane attività del territorio. Un esempio è la tecnologia no-dig, che permette di non effettuare scavi, se non minimi, in corrispondenza dei tratti di tubature da risanare, limitando i disagi a circolazione e cittadini ed evitando manomissioni di superficie che impattano su ambiente, paesaggio e strutture.

I sistemi no-dig e in generale le tecnologie trenchless richiedono tuttavia un continuo aggiornamento, oltre che valutazione di convenienza tecnico-economica e collocazione a livello normativo. All’approfondimento di questi temi è dedicato il seminario “Manutenzione di Condotte interrate e pozzi d’acqua”, che si svolgerà il 12 maggio a Bergamo presso la Sala della musica Tremaglia del Teatro Donizetti a Bergamo. Una giornata di formazione dedicata a Ingegneri e Geologi organizzata da Idroambiente,società attiva da trent’anni nel settore del risanamento condotte e tubazioni, ispezioni televisive di fognature, acquedotti, e manutenzione pozzi, in collaborazione con Uniacque e in cooperazione con l’Ordine dei Geologi della Lombardia e con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo.

Le tecnologie no-dig oltre a diminuire i tempi di cantiere sono molto meno invasive e permettono di ridurre notevolmente i disagi ai cittadini. Evitano le manomissioni di superficie ed eliminano così gli impatti pesanti e negativi su ambiente, paesaggio, strutture superficiali e infrastrutture di trasporto per questo sempre più spesso si rivelano la soluzione migliore anche per i lavori che svolgiamo sulla nostra rete”, sottolinea Pierangelo Bertocchi, amministratore delegato di Uniacque. “La sostenibilità di cantieri di questo genere è evidenziata anche dalla minore produzione di polveri, rifiuti e disagi alla popolazione. Con questo tipo di tecnologia si evitano inoltre lo smaltimento delle vecchie tubazioni e delle terre di scavo e proprio perché non richiedono la sostituzione completa, allungano il ciclo di vita delle tubature. Con il Seminario, affronteremo tutti questi aspetti a partire dalle nuove tecnologie per lo sviluppo e il mantenimento del settore idrico, alla gestione smart delle reti così come le possibili sinergie tra istituzioni, professionisti e gestori del servizio idrico integrato”.

L’agenda dei lavori del Seminario prevede nel corso della mattina una serie di focus sulla tecnologia no dig dal punto di vista normativo, di classificazione delle condotte, di analisi di sostenibilità e case history legate al rinnovamento CIPP di condotte in pressione e a gravità. Interventi a cura dell’Ing. Emilio D’Alessio di Uniacque, dell’Ingegnere Domenico Viola, Direttore Tecnico di Idroambiente Srl, del professore ingegnere Stefano Mambretti, professore ordinario di Idraulica al Politecnico di Milanodell’ingegnere per l’Ambiente e il Territorio Stefano Tani, della professoressa ingegnere Anna Laura Eusebi e di Pierluigi Tomaselli, responsabile commerciale di Idroambiente.

Nel pomeriggio, insieme al professor ingegner Giovanni Pietro Beretta dell’Università degli Studi di Milano, la dottoressa geologa Federica Ravasi e Stefano Chiarugi, presidente in carica dell’Associazione Acque Sotterranee dal 2008, il focus verterà sulle opere di captazione. Dall’importanza del monitoraggio alla manutenzione programmata alla tecnologia a servizio delle opere di captazione: pompe elettro-sommerse, sonde di analisi dei dati, archiviazione e novità.

Agli Ingegneri partecipanti saranno riconosciuti n. 5 CFP. Iscrizioni sul portale ISI Formazione.

Il seminario è accreditato ai fini APC con codice 194-2022 per 5 CFP.

Giampiero Castellotti