Garda Doc: nuova luce nell’enologia italiana

Giampiero Castellotti
07/06/2022

Garda, terra di luce. È infatti la luce, o meglio, la luminosità il fattore naturale che rende l’enclave produttiva circostante il lago di Garda un “pezzo di Mediterraneo” ai piedi delle Alpi.

Qui, in questo spazio protetto da nord verso sud dalle catene alpine e chiuso da una cornice di colline moreniche di diversa ondulazione che si sono generate nei millenni da ripetute glaciazioni, la rifrazione generata dalla superfice dell’acqua produce un fenomeno unico nel suo genere e diviene, di fatto, ulteriore elemento che ne arricchisce il terroir: al suolo e al clima si aggiunge infatti anche la luminosità.
In questo “luogo protetto” l’effetto della rifrazione luminosa, amplificata dalla grande superfice d’acqua, produce la sensazione “marina” di un “clima amico”, accompagnato da vegetazione tipicamente mediterranea quale l’ulivo, i capperi, i limoni, i cedri, le agavi che ne arricchiscono il particolare “terroir viticolo”, enologicamente riconosciuto per tre caratteristiche: morbidezza, fruttuosità e fragranza.

Proprio per scoprire la ricchezza enologica, paesaggistica e territoriale di questo comprensorio produttivo dall’8 all’11 giugno è attesa una delegazione di giornalisti stranieri, selezionati tra le più autorevoli testate di Stati Uniti, Inghilterra e Svizzera, nell’ambito Garda Wine Stories, l’evento curato dal Consorzio di Tutela del Garda Doc. Con un fitto programma fatto di seminari, master class, approfondimenti e tour guidati nella denominazione, i giornalisti – una trentina gli stranieri a cui si aggiungerà una selezione di giornalisti specializzati italiani – potranno pian piano immergersi nella realtà della Doc Garda e toccare con mano le sue potenzialità, dal vino al turismo.

La terra di origine dona sempre ai vini caratteristiche ben definite che nel tempo diventano vere e proprie categorie mentali in grado di generare aspettative e suscitare suggestioni nei consumatori. Se pensiamo ad esempio al Piemonte lo associamo immediatamente a vini austeri, da meditazione; se pensiamo alla Toscana è immeditato il rimando alla potenza enologica e quasi muscolare di quelle produzioni; quando invece pensiamo al Sud la nostra mente ci riporta a sentori ricchi e fruttati.

Ecco quindi che la “morbidezza” dei vini gardesani, frutto dell’unione tra la luminosità e il terroir del Lago di Garda, diviene l’elemento differenziante, la peculiarità che ne scolpisce l’origine e ne traccia l’identità, un tratto distintivo così forte tale da diventare potenzialmente l’aggancio mentale per associare queste produzioni enologiche alle terre del Garda.

Da questo importante presupposto il Consorzio Garda Doc ha sentito l’esigenza di raccontare una storia nuova all’interno del panorama enologico italiano e lo ha fatto ideando Garda Wine Stories, un evento diviso in due parti – una dedicata alla stampa di settore italiana ed internazionale; l’altra dedicata invece ad appassionati e curiosi -, che si prefigge di accompagnare quanti parteciperanno dentro il mondo dei vini Garda Doc.

Quella del Garda è una “denominazione di denominazioni”. Sono infatti dieci le zone Doc che ne fanno parte e solo i vigneti che storicamente sono all’interno di aree a denominazione di origine controllata possono fregiarsi anche della Doc Garda.

Da qui l’idea di raccontare tante “stories” all’interno di questo nuovo format ideato per creare il giusto equilibrio tra approfondimento enologico ed “esperienza del territorio”.

«L’idea di fondo che ci accompagna da tempo – evidenzia Paolo Fiorini, presidente del Consorzio – è quella di creare un forte aggancio mentale che colleghi i vini del Garda Doc, le bollicine ma soprattutto i vini varietali, al comprensorio del Garda che, da zona prettamente turistica, ha tutte le carte in regola per essere nel tempo riconosciuta anche come terra di grandi vini a livello internazionale. Ed è in questa direzione che stiamo lavorando: la bellezza di questi luoghi, la luminosità, il clima unico, l’idea di vacanza qui collegata, diventano infatti tratti distintivi di un racconto evocativo, pieno di suggestioni».

Turismo & vino
Annualmente il flusso vacanziero gardesano ospita più di 13 milioni di turisti che superano abbondantemente i 20 milioni se sommati alle visite giornaliere per i parchi divertimento. Vicino tre importanti città d’arte quali Verona, Mantova e Brescia, una linea veloce di comunicazione Milano-Venezia, un sistema internazionali di aeroporti, tutti elementi che hanno reso “la regione del Garda” una tra le 10 destinazioni enologiche mondiali che da non perdere.

La DOC Garda
Riconosciuta nel 1996 la Doc Garda insiste su un’area di produzione collinare che circonda il Lago di Garda e che si estende dalla Valtènesi alla Valpolicella, dalle rive del Mincio al capoluogo Scaligero. La superficie vitata è pari a 31.100 ettari, la maggior parte dei quali coltivati in provincia di Verona (27.889) mentre i rimanenti 3.211 ettari si dividono tra le province di Mantova e Brescia. La Doc Garda è nata con lo scopo di valorizzare i vini varietali provenienti dalle produzioni di 10 denominazioni dell’area gardesana, tra la Lombardia e il Veneto. Ogni anno in media vengono prodotti circa 21 milioni di bottiglie. 

Giampiero Castellotti