Vendemmia 2023, calo del 24 per cento

Nataliya Bolboka
01/12/2023
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La vendemmia 2023 si sta rivelando peggio del previsto. Quest’anno, infatti, la produzione vitivinicola si è fermata tra i 38 e i 40 milioni di ettolitri. È quanto rilevato dall’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv).

Dopo il calo del 2022, il 2023 registra un’ulteriore contrazione in un range tra il meno 20 per cento e il meno 24 per cento, al netto di eventuali prodotti a monte del vino (quali mosti, vini nuovi in fermentazione, ecc.) acquistati da altri Paesi Ue. Circa il doppio di quanto preventivato a settembre, quando si stimava un meno 12 per cento.

Il calo produttivo coinvolge tutto il Paese. L’Osservatorio, infatti, ha rilevato una riduzione media complessiva attorno al meno 9,5 per cento al Nord, un meno 29,5 per cento al Centro e un calo del 38,2 per cento al Sud.

Nello specifico in Veneto e Piemonte, principali regioni produttive del Settentrione, il calo è stato rispettivamente del 10 e del 17 per cento. Puglia e Sicilia, che insieme al Veneto ed Emilia-Romagna hanno costituito il 67 per cento di tutta la produzione vinicola del 2022, hanno registrato rispettivamente un meno 30 e un meno 45 per cento. Calo del 30 per cento anche per la Toscana, mentre la produzione abruzzese ha raggiunto addirittura un meno 60 per cento.  I dati definitivi, comunque, saranno resi noti il prossimo anno dagli uffici competenti del Masaf.

Secondo l’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Uiv, questa flessione della produzione è da imputare, in primis, alle alte temperature registrate per tutto il mese di settembre. Se da una parte il caldo e la scarsità di piogge hanno influito positivamente sulla qualità delle uve, dall’altra hanno determinato un alleggerimento dei frutti, con la conseguente riduzione volumica del raccolto.

Nataliya Bolboka