Trento, incontro su come affrontare il cambiamento climatico

Giampiero Castellotti
27/06/2022

Adattarsi al cambiamento climatico significa unire le forze per delineare nuovi modelli di business e adottare nuovi comportamenti, rivoluzionando il nostro modo di pensare e agire. Per fare ciò, è fondamentale attuare un processo di sensibilizzazione ed empowerment, comunicando e condividendo le buone pratiche e le testimonianze di coloro che si impegnano in prima linea per affrontare questo fenomeno. Questo il focus dell’evento organizzato da Zordan Srl sb, azienda punto di riferimento per i brand del lusso nella realizzazione di spazi retail attraenti e sostenibili, tenutosi al MUSE di Trento nei giorni scorsi.

La scelta di Zordan di trattare questa tematica così sentita nella cornice del Museo delle Scienze di Trento è il risultato del comune impegno sul fronte della salvaguardia del pianeta, riscontrabile anche nel progetto della Galleria della sostenibilità, uno spazio all’interno del museo focalizzato sul racconto di nuovi modelli sostenibili ispirati ai 17 Goal delle Nazioni unite. L’azienda vicentina, infatti, ha collaborato alla creazione di questo spazio con un’installazione firmata Zordan che illustra la modalità di mappatura delle emissioni di CO2 dall’approvvigionamento al fine vita e con la realizzazione di una serie di tavoli espositivi sulla quale ha applicato il metodo.

Nel corso dell’evento si sono susseguiti una serie di interventi pensati per educare sui temi di sostenibilità e condividere le storie di due aziende, quali Zordan e Miomojo, brand di creazioni fashion cruelty-free, modelli di responsabilità d’impresa e di rispetto per l’ambiente. Nello specifico, con il contributo del curatore della Galleria della Sostenibilità, David Tombolato, è stato possibile approfondire le dinamiche scientifiche alla base del fenomeno del climate change, analizzando l’impatto che l’uomo ha avuto sui sistemi naturali dal secondo dopoguerra ad oggi. È interessante comprendere come, tra i rischi dettati dall’aumento delle emissioni di CO2, il caldo e le alte temperature non costituiscano la conseguenza più grave, rappresentata invece dalla sempre più marcata instabilità climatica.

L’impatto e l’impronta ecologica generati dalle nostre attività produttive e industriali non hanno conseguenze solo sull’ecosistema e sulla biodiversità animale e vegetale, bensì mettono a rischio anche la sopravvivenza della stessa specie umana – ha commentato David Tombolato.

In questo scenario, tutti, dalle aziende alle istituzioni, ai privati cittadini, sono chiamati a ridurre la propria “carbon footprint”. Ed è proprio su questo tema che Alfredo Zordan, direttore commerciale dell’azienda promotrice dell’evento, è intervenuto presentando la strategia di adattamento approcciata dall’azienda vicentina. Grazie alla realizzazione di un tool verificato capace di quantificare le emissioni di gas serra delle produzioni, l’azienda è diventata in grado di “misurarsi” e mappare le emissioni generate dalla produzione non solo del singolo arredo, ma anche di un intero negozio. Con questo strumento, primo al mondo, Zordan si trasforma dunque in consulente, mettendosi al servizio dei propri clienti per incoraggiarli e supportarli nel processo di riduzione della loro impronta ecologica.

L’appuntamento è stato l’occasione per divulgare e condividere la nostra esperienza e dedizione sul tema della sostenibilità – ha commentato Alfredo Zordan. “Ma anche per educare e aprire gli occhi su una tematica estremamente attuale e delicata, nella speranza di poter essere d’ispirazione per tutte quelle realtà che puntano a ridurre il proprio impatto ambientale e ad intraprendere un percorso di adattamento”.

Comeprima azienda B Corp e Società Benefit nel suo settore, da sempre impegnata sui temi di sostenibilità, negli ultimi anni Zordan si è focalizzata sul tema del cambiamento climatico, impegnandosi in numerose attività di divulgazione e di condivisione del proprio know-how. In quest’ottica è nato così il primo Zordan Sustainability Award, premio che rappresenta la comunanza valoriale tra due aziende e che Zordan ha deciso di conferire a Miomojo, brand di creazioni fashion cruelty-free, come riconoscimento dell’effort e dell’impegno nella lotta contro il cambiamento climatico. In particolare, Miomojo si distingue per la realizzazione di accessori di design esclusivamente con materiali riciclati, rigenerati e/o parzialmente organici, dunque sostenibili ed innovativi che tutelano l’ambiente e gli esseri viventi. AppleSkin ne è un esempio: realizzato parzialmente da riciclo dello scarto di mele dell’industria alimentare del Sud Tirolo (38% poliuretano, 16% cotone, 20% poliestere riciclato da bottiglie di plastica, 26% scarto mele). Comparando la produzione di una borsa Miomojo in AppleSkin con una borsa in pelle si può constatare una riduzione del 73,60% di acqua, e del 63,77% di emissioni di CO2. Inoltre, come Zordan, l’azienda è certificata B Corp ed è una Società Benefit che integra nel proprio oggetto sociale l’obiettivo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera.

Vorrei ringraziare Zordan per aver organizzato questa splendida iniziativa. Un’occasione fondamentale per sottolineare l’esigenza di cambiare il nostro modo di vivere e di fare business, per la salvaguardia del pianeta e della biodiversità – ha detto Claudia Pievani, Founder e CEO di Miomojo. “Siamo molto grati e onorati, inoltre, di aver ricevuto il Zordan Sustainability Award, un’ulteriore conferma dell’impegno che da anni mettiamo nel raggiungimento dei nostri obiettivi aziendali, coerenti con la nostra mission: offrire un’alternativa gentile al pianeta, senza sacrificare l’eleganza, lo stile e l’innovazione”.

L’evento è stato arricchito dalla presenza di Ruggero Rollini, in qualità di moderatore e da Marco Merola, ideatore e creatore del progetto Adaptation, il primo webdoc italiano dedicato ai temi dell’adattamento al cambiamento climatico, che vede Zordan tra le aziende protagoniste nell’episodio dedicato alla regione Veneto.

Giampiero Castellotti