Terremoto Campi Flegrei, Ingv avverte: ci saranno scosse più forti

Agenzia Adnkronos
14/05/2024
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(Adnkronos) – Continuano le scosse di terremoto ai Campi Flegrei che negli ultimi giorni hanno raggiunto picchi di magnitudo 3.7. Ma in arrivo, avverte 'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ce ne saranno di più forti.  “Le recenti scosse, anche a 20 secondi una dall’altra, avvertite in modo prolungato, hanno sicuramente spaventato, ma con l’attuale tasso di sollevamento dobbiamo aspettarci dei terremoti anche di magnitudo simili agli ultimi, o anche maggiore”, afferma il direttore dell’Ingv, Mauro Di Vito, secondo cui, in base al bollettino dell’Istituto pubblicato nelle ultime ore “il tasso di sollevamento è sui 20 millimetri al mese, si è raddoppiato rispetto ai 10 millimetri di inizio anno. Siamo poco più sopra dei 15 millimetri dello scorso anno, questo significa che il fenomeno sta incrementando, i terremoti continueranno, è prevedibile che avvengano. Si è raggiunti la magnitudo 4.2 a settembre 2023, il massimo in 40 anni, spero che non si verifichi ma non si può escludere, in ogni caso si tratta di magnitudo medie, non alte, simili a quelle osservate nel 1982".  Come prepararsi alle scosse che arriveranno? “Ci si prepara seguendo le misure di sicurezza, lavorando insieme agli altri, come la protezione civile, sulla prevenzione – afferma Di Vito – : l’elemento fondamentale è la prevenzione, informazione corretta, ci sono decine di persone che lavorano su monitoraggio e sicurezza del territorio”, per poi insistere sul tema sicurezza: "Edifici, strade, manufatti ci garantiscono la sicurezza, se ne occupano altri, io penso al vulcano, non alle strutture, ma garantire la sicurezza delle strutture significa tutelare la sicurezza dei cittadini, dei ragazzi che vanno a scuola, anche la nostra. Siamo tutti in zona rossa". Secondo Di Vito, il sistema reggerà “fino a quando il fenomeno non cambia: può cambiare, ma è difficile dirlo adesso, come nel 1982-84 ossia diminuendo nel tempo o anche aumentando. La magnitudo non è connessa al tasso di sollevamento ma alla grandezza della struttura della faglia che si rompe”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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