Terra di Briganti: il vino che fa bene alla terra

Vanessa Pompili
15/11/2022

Il vino come alimento e non come semplice prodotto. Così i vigneti non sono solo terra, ma casa e famiglia. È la visione di Terra di Briganti, piccola azienda a conduzione familiare situata a pochi chilometri da Benevento, sulle colline di Casalduni.

Un territorio dalla forte caratterizzazione rurale, tra il massiccio del Taburno e quello del Matese, immerso in una natura rigogliosa e indomita, scelto dai briganti, negli anni in cui avveniva l’unità d’Italia, come luogo privilegiato per la sosta e il riposo. Proprio in quell’area oggi sorge l’azienda agricola Terra di Briganti, al centro di un triangolo di località (pagliaia di Contrada Colli, contrada Fontana Greca e bosco Ferraresi) contraddistinto dalla dolce pendenza delle colline, dall’esposizione solare ottimale delle vigne e dalle basse rese per ettaro.

Terra di Briganti sintetizza il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione, la sinergia ideale tra doni della terra e arte di cantina. Perché per i due soci fondatori “Nessun vino di qualità è frutto del caso”.

L’azienda vitivinicola nasce da una tradizione familiare di esperti coltivatori, che hanno custodito per generazioni il culto della natura e l’amore per i frutti della terra.

Sono i fratelli De Cicco che decidono di recuperare l’eredità dei bisnonni, trasformandola in una vera e propria azienda, partendo nel 2002 con il primo imbottigliamento di vino biologico certificato. È solo l’inizio di un percorso che li porterà poi a convertire nel 2011 la produzione al biodinamico ed arrivare infine alla certificazione Demeter nel 2017, marchio internazionale presente in 43 stati a tutela delle coltivazioni biodinamiche.

“La scelta del biodinamico non è stata solo dettata da esigenze commerciali – ci tiene a precisare Tony De Cicco. “Le nostre case e famiglie vivono tra i vigneti. I bambini possono giocare in mezzo alla natura e respirare aria pulita”.

L’agricoltura biodinamica si propone di produrre alimenti qualitativamente superiori che nutrono l’uomo nella sua integrità psicofisica. Il principale obiettivo è quello di stimolare la vita nella terra, arricchendola di biodiversità, di nutrimento e di humus. Una volta assorbito il necessario, la terra potrà cedere il surplus di nutrimento alle viti, favorendone uno sviluppo sano. Il fertilizzante più utilizzato, in biodinamica, è il cumulo che viene fatto col letame di mucca che pascola e si nutre di sostanze naturali. Al cumulo si aggiungono preparati biodinamici di particolari erbe (ortica, camomilla, achillea, valeriana, corteccia di quercia e tarassaco) che regolano e stimolano i processi biologici del cumulo stesso. Poi ci sono i preparati da spruzzo (cornoletame e cornosilice) che prima di essere utilizzati vengono sciolti in acqua e attivati per mezzo di un particolare mescolamento chiamato dinamizzazione.

Assumono particolare importanza le influenze lunari, che regolano lo sviluppo delle singole parti della pianta anche a seconda del segno zodiacale in cui transita la Luna. Le concimazioni vengono effettuate con concimi naturali (letame) e i trattamenti antiparassitari sono imperniati su zolfo e rame, dosati a basso volume per evitare sprechi di acqua.

Un altro elemento chiave rilevante è la coperta vegetale del vigneto che, insieme all’inerbimento del sovescio, contribuisce a presentare un vigneto sano, alla vista in piacevole disordine e assai vivace. Il sovescio tra i filari viene praticato al fine di arricchire il terreno di azoto: si piantano legumi, lupini, piselli e quadrifoglio che poi vengono sfalciati e interrati ad aprile. I crescenti esperimenti di micro-vinificazione stanno premiando la cantina e, di conseguenza, i due fratelli De Cicco producono vini con livelli assai bassi di solfiti aggiunti rispetto a qualche anno fa, senza dimenticare il lancio della gamma Nato Nudo che prevede la totale assenza di solfiti aggiunti.

Pensata anche la scelta del metodo utilizzato per la vinificazione. La diraspatura, Ia pressatura soffice e la fermentazione controllata sono ottenute con moderne tecnologie che non alterano il risultato del prodotto, preservandone il gusto naturale.

Per affinare ed ammorbidire il vino, senza comprometterne le caratteristiche organolettiche, sono stati scelti tonneau di rovere tradizionale francese della zona di Allier con tostatura media.

Nell’ottica della sostenibilità ambientale, Terra di Briganti è stata dotata di pannelli fotovoltaici, per produrre l’energia necessaria al fabbisogno della cantina stessa. Inoltre, in cantina si usano bottiglie di vetro più leggero e cartoni prodotti con carta riciclata, per ridurre le emissioni di CO2.

Vanessa Pompili