Robot umanoidi: opportunità per gli investitori?

Redazione
30/05/2024
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Robot

Si fa un gran parlare di intelligenza artificiale ormai da tanto tempo. Da circa due anni dedico, mediamente, almeno un’ora al giorno ad aggiornarmi su questo tema e noto che la maggioranza di chi ne parla non coglie l’elemento centrale: la convergenza della tecnologia relativa ai nuovi robot con l’intelligenza artificiale. Sarà proprio da questa convergenza che vedremo l’impatto maggiore nella nostra vita di tutti i giorni. In questo articolo desidero portare alcune informazioni a cui ho visto dare troppo poco rilievo sui mass media spiegando perché è così rilevante.

Sono principalmente quattro le nuove tecnologie che stanno rendendo possibile ciò che anche solo cinque anni fa veniva considerata fantascienza, o al massimo costosissimi esperimenti da laboratorio:

1 – Gli attuatori elettrici. Gli attuatori sono i corrispondenti dei muscoli umani. Solo recentemente abbiamo motori elettrici al tempo stesso così piccoli, potenti ed efficienti (anche in termini di costi) da poter emulare un corpo umano, almeno nei suoi meccanismi grossolani.

2 – I sensori. Anche in questo caso, negli ultimi anni abbiamo fatto un progresso enorme in tutta una serie di sensoristica (dalle telecamere, ai sensori di pressione ed inclinazione, passando per accelerometri, lidar, microfoni, ecc.). I progressi non sono solo nella capacità, ma soprattutto anche nell’economicità di questi sensori i cui costi sono oggi dieci volte inferiori rispetto a quelli di solo pochi anni fa.

3 – Batterie. La densità di energia per kg di batteria è aumentata enormemente negli ultimi dieci anni (complice anche tutta la ricerca che si è fatta per le auto elettriche) e sta continuando ad aumentare. Senza questi sviluppi, solo cinque anni fa, un robot umanoide sarebbe rimasto in piedi per meno di un’ora. Oggi abbiamo robot umanoidi che stanno in piedi anche otto ore.

4 – Software e microprocessori. La tecnologia di gran lunga più importante riguarda però il “cervello” di questi nuovi robot. L’intelligenza artificiale, resa possibile anche dall’evoluzione nei microprocessori, consente a questi dispositivi di “comprendere” l’ambiente circostante ed adattare i comportamenti. Ancora troppi sono convinti che i robot umanoidi siano qualcosa che appartiene al mondo della fantascienza. Cina e Stati Uniti, ovviamente, sono le nazioni che sono più avanti in questa tecnologica. In Cina c’è un’azienda che si chiama Unitree la quale ha presentato G1, un piccolo robot umanoide, che venderà a 16 mila dollari! Si può vedere in questo filmato promozionale dell’azienda. La commercializzazione di questo robot deve ancora essere fatta, ma Unitree attualmente ne vende uno più grande, il modello H1, a circa 150 mila dollari, ed una serie a quattro gambe pensati per svolgere compiti in ambienti pericolosi per gli esseri umani, oppure come semplici “giocattoli” relativamente costosi (il più economico costa meno di 2.000 dollari).

Un’altra azienda cinese molto interessante, una start-up costituita appena l’anno scorso, è RobotEra (da non confondersi con il progetto di metaverso). Sono più indietro rispetto ad Unitree, ma è impressionante vedere cosa sono riusciti a fare in così poco tempo.

Per quanto riguarda gli Usa, la prima azienda da citare in questo campo è senza dubbio Tesla. Un’altra società statunitense molto interessante da monitorare è Agility Robotics.

Il miglior approfondimento trovato in rete circa le conseguenze di questa convergenza di tecnologie è scritto dal think tank RethinkX di Tony Seba. Il titolo del paper è: “This time, we are the horses: the disruption of labor by humanoid robots”. Tony Seba è un esperto di tecnologie dirompenti ed utilizza un framework concettuale molto interessante che gli ha consentito, negli ultimi anni, di fare previsioni particolarmente accurate nello sviluppo delle tecnologie come le batterie ed i veicoli elettrici.

(Abstract by Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio http://www.aduc.it)

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