PNRR: al via il Centro nazionale per la mobilità sostenibile

Maria Di Saverio
15/06/2022

Un investimento di 394 milioni di euro per i primi tre anni (2023-2025). 696 ricercatori dedicati e 574 quelli neoassunti. Sono questi i numeri che indicano la portata di un progetto che nasce con l’ambizione di essere uno strumento reale per la crescita e lo sviluppo del settore della mobilità.

Il Centro nazionale per la mobilità sostenibile nasce con una chiara missione: accompagnare la transizione green e digitale in un’ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese.

Il Centro è, infatti, una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che da solo si stima raggiungerà un valore complessivo di 220 miliari di euro nel 2030, assorbendo il 12 per cento della forza lavoro. In questo contesto, si inseriscono le istituzioni comunitarie che spingono per il raggiungimento di una nuova mobilità sostenibile secondo le indicazioni del Green New Deal.

Sempre più rilevanti sono i temi legati alla decarbonizzazione, alla decongestione stradale, alla mobilità smart, alla sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, all’accessibilità, all’inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze. Il Centro nazionale per la mobilità sostenibile risponde a queste esigenze supportando e stimolando la domanda e l’offerta di ricerca, innovazione tecnologica, formazione e competenze.

Saranno cinque i vettori del progetto, ovvero le aree e gli ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aereaveicoli stradali sostenibilitrasporto su acquatrasporto ferroviarioveicoli leggeri e mobilità attiva. Il Centro si occuperà di rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione, attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali di riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il traporto pubblico; un nuovo modello di mobilità accessibile e inclusiva.

Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, ovvero con un punto centrale a Milano e 14 nodi distribuiti in modo capillare da Nord a Sud, a garanzia di quel riequilibro territoriale alla base delle iniziative indicate dal PNRR e grande obiettivo di modernizzazione del Paese.

“Il Centro risponde a una delle missioni chiave del PNRR: passare dalla ricerca all’impresa in un’ottica di filiera e di collaborazione estesa. Punti di forza saranno progetti ad alta maturità tecnologica con il preciso intento di dare una risposta concreta ai bisogni del Paese in una prospettiva di lungo termine che superi la scadenza del 2026. È questo il nostro impegno. È questa l’occasione per attuare riforme strutturali. Una partita che siamo disposti a giocare fino in fondo – commenta Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano, ente proponente del Centro per la mobilità sostenibile.

“L’Ateneo Federico II è orgoglioso di dare il suo contributo al Centro Nazionale, coordinando gli spoke dedicati alle Infrastrutture e alla mobilità cooperativa, connessa e autonoma, nonché alla logistica e al trasporto delle merci. Siamo concentrati sulle azioni che permetteranno di aumentare il vantaggio competitivo dell’industria e delle aziende di servizi italiane – evidenzia Matteo Lorito, rettore dell’Università di Napoli Federico II.

“Una sfida importante – a parere di Alberto Carotenuto, rettore dell’Università Parthenope – poiché il futuro deve essere indirizzato alla collaborazione per rilanciare strategie green. Un impegno che prendiamo per i giovani che ogni giorno affollano le nostre aule universitarie”.

“É una grande opportunità per sviluppare strategie e tecnologie innovative per un futuro sostenibile – secondo Vincenzo Loia, rettore dell’Università di Salerno –  un’opportunità che rappresenta anche un riconoscimento alle capacità di ricerca che le Università campane sono in grado di esprimere in un settore di elevata potenzialità e significativi impatti economici e occupazionali”.

I soggetti coinvolti sono:

Enti di ricerca promotori

Politecnico di Milano, Cnr, Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Università di Bergamo, Università di Parma, Università di Torino, Università di Palermo, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Cagliari, Università di Roma La Sapienza, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università Napoli Parthenope, Università del Salento, Università di Padova, Università di Pisa

Enti di ricerca aderenti

Università Bicocca, Università di Brescia, Università di Cassino e del Lazio Mediorientale, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Reggio Calabria, Università politecnica delle Marche

Fondatori

Autostrade, Eni, Ferrari, Fincantieri, Fs, Leonardo, Angel company, Pirelli, Almaviva, Iveco group, Unipol, Fnm, Poste, Snam, A2A, Intesa Sanpaolo.

Partecipanti

Brembo, Hitachi, Avio aero, Teoresi Group, Accenture, Thales, Stellantis – crf, Atos

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Centri nazionali sono reti diffuse di università, enti pubblici di ricerca, altri soggetti pubblici e privati impegnati in attività di ricerca, riconosciuti come altamente qualificati che sviluppano infrastrutture, progettualità e soluzioni immediatamente fruibili per tutto il contesto sociale. Saranno in totale cinque, coerenti con le priorità dell’agenda della ricerca europea e con i contenuti del PNRR 2021-27. Per ogni programma è previsto un finanziamento tra 200-400 milioni di euro. Svilupperanno la ricerca di frontiera relativa ad ambiti tecnologici intorno a queste tematiche:

1. Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni

2. Tecnologie dell’Agricoltura (Agritech)

3. Sviluppo di farmaci con tecnologia a RNA e terapia genica

4. Mobilità sostenibile

5. Bio-diversità

Maria Di Saverio