OPINIONI / I rischi della catastrofe alimentare

Maria Di Saverio
09/06/2022

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, dalla sede dell’Ocse a Parigi, ha lanciato l’allarme sulle conseguenze del blocco del grano in Ucraina, una situazione che sta facendo “aumentare i prezzi, causando una catastrofe a livello mondiale”.

La guerra in Ucraina, che finora ha impressionato l’opinione pubblica mondiale principalmente per le immagini televisive della diffusa violenza, delle distruzioni e per le condizioni di vita delle popolazioni vittime del conflitto, comincia a presentare il conto sulla pelle soprattutto delle persone più deboli. Indicativo un bel reportage di Francesca Mannocchi, trasmesso da Propaganda Live la scorsa settimana, che fa finalmente luce sulla spaventosa situazione sociale in Libano, resa ancora più drammatica per il blocco del grano. Analoghi problemi stanno insorgendo in tutti i Paesi del terzo mondo, mentre le nazioni più floride stanno facendo i conti con un’inflazione galoppante che non promette nulla di buono e con il problema del rifornimento di gas, che esploderà il prossimo autunno soprattutto in Italia e Germania.

Le iniziative finora promosse dai Paesi occidentali e dall’Unione europea a seguito del conflitto, ad esempio il sostegno bellico all’Ucraina ed i sei pacchetti di sanzioni per mettere pressione alla Russia, non stanno palesemente avendo l’effetto sperato. I vertici si moltiplicano (G7 e Nato a fine mese, Consiglio europeo il 23 e 24 giugno a Bruxelles), ma lo stesso Draghi ha ammesso che “la strada da percorrere potrebbe essere lunga”.

Ancora una volta gli interrogativi riguardano i mercati globalizzati: a fronte di un conflitto che, con il blocco delle esportazioni, fa sprofondare le economie di molti Paesi, principalmente di quelli africani, si assiste impotenti alla penetrazione della Cina soprattutto nelle zone più povere del Pianeta, dove sistematicamente vengono messe in crisi l’autoproduzione e l’autosostentamento, con la conseguenza di attivare nuove ondate migratorie.

Nei giorni scorsi la scienziata indiana Vandana Shiva, laureata in fisica quantistica in Canada, in Italia per una serie di eventi, ha lanciato un’accusa pesante: “L’allarme sul blocco delle esportazioni del grano è uno strumento per abbattere le politiche europee che si oppongono agli Ogm e a favorirne la coltivazione”. Ha spiegato: “La vera emergenza invece sono quel miliardo di persone, che rappresentano un settimo dell’intera popolazione mondiale, destinate a soffrire la fame proprio per il controllo dell’agricoltura da parte di multinazionali. In India i contadini che cercano di ribellarsi e di difendere le coltivazioni autoctone sono minacciati, le proteste di piazza a Delhi sono andate avanti per quattordici mesi, ma serve una mobilitazione generale: i coltivatori come i consumatori sono vittime del fake food, di quel sottoprodotto alimentare che tutti siamo costretti a mangiare e che fa ammalare i nostri corpi e l’intero pianeta. In Ucraina le multinazionali si stanno comprando milioni di ettari di terra”.

Maria Di Saverio