Montecatini, vini rosè a “Bere rosa”

Vanessa Pompili
13/05/2022

Per due giorni a Montecatini Terme, nell’ambito del festival “Food&Book” approda alle più antiche Terme di Montecatini “Bere rosa”, la più grande degustazione nazionale di vini rosati. Dopo dieci edizioni a Roma con migliaia di partecipanti e centinaia di etichette, l’iniziativa ha accolto l’invito degli organizzatori del Festival del Libro e della Cultura Gastronomica, giunto alla sua ottava edizione, per offrire nei pomeriggi di sabato 14 e domenica 15 maggio il meglio della produzione del settore, in questa storica cornice divenuta recentemente Patrimonio dell’Unesco.

“A Food&Book saranno con noi oltre 40 aziende tra le più interessanti provenienti da tutte le regioni italiane – annuncia Francesco d’Agostino, organizzatore di “Bererosa”- siamo stati i primi ad impegnarci nella valorizzazione dei rosati in Italia e per questa categoria c’è ancora spazio di crescita, quando si pensi che la vendite di vini rosati in Francia sono 7 volte superiori rispetto all’Italia”. Occorre aggiungere che la Francia fa in qualche modo da apripista per le tendenze sul vino che si allargano poi ad altri paesi vinicoli.

“Siamo veramente soddisfatti – aggiunge l’assessore alla Cultura di Montecatini Alessandro Sartoni – di ospitare nella nostra città oltre a scrittori e chef importanti anche alcune aziende come Carpené Malvolti, Cesarini Sforza, Ruffino vanto della nostra enologia insieme ad altre aziende che si sono sviluppate puntando sulla qualità e che potranno essere apprezzate da chi parteciperà a Bererosa.”

Amati dalle donne, snobbati nel passato dagli uomini, i vini rosati stanno conoscendo una nuova vita con un interessante rilancio dei consumi soprattutto al ristorante o in pizzeria. Alla domanda “rosso o bianco?”, il rosato è spesso la scelta che mette tutti d’accordo a tavola.  Ma se nel passato il rosato veniva considerato una scelta di serie B, oggi le cose sono cambiate, tanto che il consorzio del Prosecco ha deciso di modificare il disciplinare introducendo il Prosecco Rosé Doc.

A cavalcare l’onda rosa e ulteriore segnale di questo successo, sono stati anche i dati pubblicati dall’Osservatorio Vinitaly – Nomisma Wine Monitor che – come afferma il responsabile dell’osservatorio  Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini “indicano nel 2022 un tasso di penetrazione del consumo di rosati tra gli uomini più alto rispetto alle donne (66 per cento contro 61 per cento). Questa novità probabilmente è da mettere in relazione con l’ingresso dei giovani tra i consumatori di Rosé. Significativa è anche la crescita dei rosati nella grande distribuzione – aggiunge Pantini – dal momento che nel 2022 i fermi/frizzanti rosé sono cresciuti rispetto al 2021 nelle vendite a valore del 5 per cento contro una media della categoria fermi frizzanti in crescita di solo lo 0,9 per cento (ricerca compiuta su dati NielsenIQ)”.

Vanessa Pompili