L’Unione europea premia il biologico: la marchigiana Girolimoni tra le tre aziende finaliste

Maria Di Saverio
21/07/2022

La Cooperativa agricola Girolomoni è tra i finalisti degli EU Organic Awards, premi istituiti dalla Commissione europea, insieme con altri organismi comunitari, per valorizzare le migliori realtà europee attive nel mondo del biologico.

La Cooperativa marchigiana, impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti da agricoltura biologica con attività principale nella produzione della pasta, è l’unica realtà italiana tra le tre selezionate nella categoria “Piccole e medie imprese”; provengono da Austria e Germania le altre due aziende finaliste. I vincitori saranno annunciati a Bruxelles il 23 settembre 2022, in occasione della Giornata europea del biologico.

Giovan Battista Girolomoni

“Attendiamo con emozione l’annuncio dei vincitori – commenta Giovanni Battista Girolomoni, presidente della Cooperativa – ma essere tra coloro che meglio producono, promuovono e innovano il biologico in Europa è già un risultato straordinario. Un riconoscimento per tutta la filiera, interamente votata al biologico e controllata, che abbiamo faticosamente costruito in oltre 50 anni di lavoro, coinvolgendo oltre 400 agricoltori: questo modello unico di produzione della pasta, che va dal seme e arriva fino al piatto, è il nostro tratto distintivo”.

Gli EU Organic Awards sono organizzati congiuntamente dalla Commissione europea, il Comitato economico e sociale europeo (EESC), il Comitato europeo delle Regioni, Copa-Cogeca e Ifoam Organics Europe. La giuria è composta da rappresentanti di queste organizzazioni, nonché da rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea.

Il premio, alla sua prima edizione, è stato istituito in conseguenza delle scelte strategiche adottate dall’Unione europea per una decisa valorizzazione del biologico e un incremento della produzione. In particolare, gli EU Organic Awards sono stati lanciati con l’obiettivo di dare un riconoscimento all’eccellenza lungo tutta la filiera, premiando gli attori biologici migliori e più innovativi che contribuiscono a ridurre l’impatto sul clima e sull’ambiente e le cui azioni aiuteranno a realizzare le ambizioni delle strategie Farm to Fork e Biodiversity.

I criteri per la valutazione dei candidati comprendevano non solo la qualità dei prodotti e i risultati aziendali, ma il contributo allo sviluppo del proprio territorio, l’impegno per l’ambiente e per la promozione dei valori del biologico.

Nella competizione, Girolomoni ha fatto valere i suoi punti di forza. A cominciare dall’aspetto che rende questa storica cooperativa un caso unico in Europa, ovvero l’aver costruito una filiera bio che copre tutto il ciclo produttivo: il grano viene coltivato dalle oltre 400 aziende italiane coinvolte nella filiera (per la gran parte marchigiane), viene macinato nel mulino della Cooperativa e diventa semola, impastata con l’acqua di collina nel pastificio adiacente, infine si trasforma in pasta, venduta in tutto il mondo. Altro punto fondamentale è la spinta innovativa: a partire dai metodi utilizzati da Gino Girolomoni, pioniere del bio in Italia negli anni ’70, fino all’oggi, con una continua ricerca per la tutela della biodiversità e lo sviluppo di tecniche all’avanguardia: tra gli ultimi progetti realizzati, la selezione della prima varietà di grano duro specifica per il biologico. Nominata nel 2020 fra gli Ambasciatori dell’economia civile, la Girolomoni ha i principi di sostenibilità tra i valori fondanti: tra le ultime misure adottate, un packaging di carta riciclabile e plastic free.

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Estesa sulla collina di Montebello ad Isola del Piano (Pu), la Gino Girolomoni è una cooperativa agricola impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti da agricoltura biologica. L’attività principale è nella produzione della pasta: il modello “dal seme al piatto”, con una intera filiera votata al biologico costruita in 50 anni di lavoro, rende la Girolomoni un caso unico in Italia e in Europa. Erede dell’esperienza straordinaria di Gino Girolomoni, da molti considerato padre del movimento biologico in Italia, che avviò la sua attività pioneristica nel 1971, la nuova generazione prosegue questa storia affascinante fatta di rispetto per la terra, valorizzazione del lavoro e promozione dell’agricoltura sostenibile.

La cooperativa conta 30 soci e 70 dipendenti, e coinvolge nella filiera 400 aziende agricole attraverso la cooperativa Montebello. Il sito produttivo comprende 80 ettari coltivati e lo stabilimento, alimentato ad energia rinnovabile, con mulino, pastificio e magazzini. L’estero è il mercato principale: Girolomoni esporta oggi in 30 paesi, fra cui i principali sono: Francia, Germania, USA, Spagna, Australia e Giappone.

La cooperativa è parte dell’ “ecosistema Girolomoni”, che comprende anche la Fondazione Girolomoni per la cultura, la cooperativa Montebello per l’agricoltura, l’agriturismo per l’accoglienza e il Consorzio Marche Biologiche per promuovere l’approccio di filiera e la necessità di fare rete.

www.girolomoni.it

Maria Di Saverio