Lignano Sabbiadoro, “Economia sotto l’ombrellone”

Giampiero Castellotti
04/08/2022

«Il sistema agricolo del Nord-Est e italiano ha bisogno di passione, competenze, unità di intenti e che chi ha il potere decisionale riconosca la giusta importanza al settore primario. È, poi, necessario un salto culturale che permetta a tutto il mondo agricolo di seguire gli esempi più virtuosi, imparando a usare gli strumenti della modernità: dalla programmazione all’informatica, dalla diversificazione all’innovazione tecnologica, dalla sostenibilità allo studio delle colture più adatte a ogni territorio e a ogni microclima. Il mondo agricolo, dell’allevamento e agroalimentare stanno, infatti, vivendo momenti molto complicati, con una siccità che sta danneggiando molte colture e mettendo a rischio i raccolti e con aumenti dei prezzi, e difficoltà di reperibilità di materie prime essenziali come i fertilizzanti, causati dall’invasione russa dell’Ucraina. Paradossalmente, però, ci sono anche grandi opportunità per il sistema agroalimentare nordestino date dalla crescita esponenziale nel mondo della richiesta dei prodotti agroalimentari di qualità made in Italy».

Lo hanno affermato gli esperti intervenuti al primo incontro della dodicesima edizione della rassegna “Economia sotto l’Ombrellone”, svoltosi mercoledì 3 agosto a Lignano Sabbiadoro (Udine) e moderato dal giornalista di Eo Ipso, Carlo Tomaso Parmegiani, che si sono confrontati sul tema “L’agricoltura nordestina fra mancanza di materie prime e fertilizzanti, siccità e impegno alla sostenibilità”: Claudio Bressanutti, dirigente dell’Associazione Italiana Allevatori, Marco Tam, presidente di Greenway e Filare Italia

«Le tensioni sui prezzi dei fertilizzanti che sono aumentati del 100-170% – ha affermato Marco Tam – sui quali noi italiani ed europei siamo dipendenti da Russia, Ucraina e soprattutto Bielorussia, sono un segnale del ruolo geopolitico e strategico che il settore primario assumerà sempre più prepotentemente. Le prossime guerre si faranno sul cibo e sull’acqua. Per questo, il nostro settore non può essere più gestito con le logiche del “si fa come una volta”, deve ritornare ad avere un ruolo importante e non essere considerato di scarsa importanza affidandolo a ministri di secondo piano, ma deve essere affidato a persone competenti e lungimiranti. L’Italia e l’Europa, inoltre, devono puntare a recuperare una forte autonomia nel campo delle produzioni agricole e di quelle collegate, come appunto i fertilizzanti, per non essere dipendenti in futuro da Paesi poco affidabili».

«In passato – ha sottolineato Claudio Bressanutti – abbiamo lavorato con risorse (concimi, sementi e, dalle nostre parti, anche acqua) illimitate e dove l’importante pensavamo fosse produrre al costo più basso possibile. Le materie prime si compravano dove costavano meno e le produzioni erano tese alla massima resa. Con la pandemia tutto questo è cambiato e anche il cambiamento climatico sta modificando il sistema. Oggi chi ha un bene tende a tenerselo, le speculazioni sui prezzi sono molto forti, le risorse stanno diventando scarse. Per l’Italia, diventa, quindi, fondamentale evitare gli errori del passato, come la vendita di asset importanti sia a livello di prodotto (tutti i principali marchi italiani dell’agroalimentare sono stati ceduti a multinazionali estere, soprattutto francesi), sia a livello di materie prime (concimi). Bisogna, poi, ripensare le coltivazioni e gli allevamenti verso specie, magari più rustiche e con una produzione minore, ma che richiedono meno risorse per essere allevate o coltivate».

In conclusione, i tre relatori hanno chiarito che il cambiamento culturale per giungere a una produzione agroalimentare italiana e nordestina più sostenibile e meno esposta ai rischi speculativi e climatici, non può riguardare solo il mondo agricolo, ma deve interessare anche i consumatori finali:

«Quando acquistiamo verdure, carni, latte e gli altri prodotti alimentari – hanno affermato gli ospiti – dobbiamo superare la logica del prezzo più basso, abituandoci a guardare non solo alle qualità organolettiche e nutrizionali di ciò che mangiamo, ma anche a quelle legate alla sostenibilità della produzione e a un’adeguata remunerazione dei produttori che possa consentire loro di realizzare coltivazioni e allevamenti di qualità e in grado di resistere anche alle speculazioni internazionali».

I PROSSIMI INCONTRI

10 agosto – Investimenti in economia reale come diversificazione del patrimonio
Emanuele Facile – managing partner di Iff e imprenditore
Mario Fumei – consulente finanziario e private banker
Paola Pallotta – co-fondatore e Ceo di Mas-4 Institute for Personal Finance di Milano

17 agosto – Verso un’economia inclusiva, il ruolo delle imprese sociali
Cristiano Cozzolino, presidente cooperativa sociale Lybra
Paolo Felice, Presidente LegacoopSociali FVG
Michela Vogrig, presidente consorzio C.O.S.M.        

24 agosto – Opportunità economiche e sociali della Smart City
Daniele Cozzi – Business Development Manager Triveneto Servizi
Andrea Magro – Vicepresidente Lignano Banda Larga
Marco Zuin – Amministratore delegato Triveneto Servizi
Miguel Beccari – Chief marketing officer Calzavara Spa

Giampiero Castellotti