Lavoro oltreconfine: ecco le mete degli italiani

Giampiero Castellotti
03/08/2022

Le persone hanno ripreso a cercare lavoro oltreconfine. È quanto emerge da “Brain gain or drain?” lo studio di Indeed su come i cambiamenti nella ricerca di lavoro a livello internazionale stiano accelerando la competizione globale per i talenti. Sebbene le ricerche di occupazione fuori dai confini nazionali rimangano del 10 per cento al di sotto della media del 2017-2019, le persone che cercano lavoro fuori dal Paese in cui si trovano sono in netto aumento rispetto al periodo pandemico, quando si era toccato il minimo del meno 32 per cento.

Lussemburgo, Svizzera, Regno Unito, Germania e Irlanda sono in cima alla classifica dei Paesi più attraenti per lavorare secondo quanto emerge dall’analisi di Indeed [1], che ha preso in esame il tasso di ricerche di occupazione “in entrata” e “in uscita” in 21 Paesi. L’Italia, invece, si posiziona solo al 14° posto.

Pawel Adrjan, economista e responsabile delle attività di ricerca di Indeed per l’area Emea, spiega: “Le persone in cerca di lavoro in Europa sono sempre più propense a lavorare in altri Paesi. Quelli ad alto reddito esercitano una capacità attrattiva maggiore sulle persone in cerca di occupazione. Ugualmente, i Paesi che hanno registrato i più rapidi tassi di crescita delle offerte di lavoro sul nostro portale hanno scalato la classifica negli ultimi due anni”.

CHI VUOLE LAVORARE IN ITALIA E DOVE VOGLIONO LAVORARE GLI ITALIANI

Sebbene non sia in cima alla classifica e le ricerche di lavoro dall’estero siano in calo rispetto al 2019 (-36%), non manca l’interesse a lavorare in Italia. Le ricerche provengono principalmente da Germania (11,9%), Regno Unito (11,6%) e Francia (10,8%). Sviluppo software, gestione e information design (visualizzazione presentazione delle informazioni) le occupazioni più gettonate.

Stati Uniti (22%), Svizzera (17,1%) e Regno Unito (16,3%) rappresentano, invece, le mete più ambite per gli italiani decisi a lavorare fuori dal Bel Paese. Seguono, con distacco di oltre 5 punti percentuali, Francia (11,1%), Germania (7,3%) e Spagna (6,7%).

Non è certo una novità che gli italiani si spostino per lavoro, ma è vero che le imprese italiane si troveranno sempre più a competere per i talenti in un mercato globale in cui i confini tradizionali sono caduti, soprattutto in quei lavori con retribuzioni più alte e che possono essere svolti a distanza. Molti datori di lavoro si stanno già attrezzando per assumere dall’estero per fare fronte ai numerosi posti vacanti. Una grande opportunità anche in ottica di inclusione – conclude Adrjan.

Il report completo è disponibile a questo link. La scheda statistica sull’Italia è consultabile a pag. 71. La metodologia è disponibile a pagina 78.

Giampiero Castellotti