
Sa Babbaieca – il cortometraggio del regista Matteo Banni, nato e cresciuto a Cagliari tra i paesaggi marini e montuosi della Sardegna, e affascinato dall’intreccio di cultura, lingua, psicologia e arte cinematografica – prodotto dal collettivo indipendente di produzione cinematografica Onirica Pictures, racconta la storia dell’ultimo viaggio di un padre e di un figlio dal loro villaggio fino al dirupo (in cui il padre, ormai inutile per il sostentamento della comunità, andrà incontro alla morte) e del loro rapporto con la morte e la natura che li circonda.
Lo scopo del film è raccontare la natura in una chiave diversa, vedendo questa come un corpo unico ed eterno che ci circonda fin dalla nascita, e che ci accoglierà anche dopo la morte. Il termine “Babbaieca” è composto da “babbai” (babbo), che abbinato al termine “eca” significa entrata o anche uscita da un sentiero, tradotto quindi come “uscita del vecchio”. In un contesto di vita rurale e pastorale, dove la sopravvivenza dipendeva dalle risorse disponibili, la presenza di anziani che non potevano contribuire in modo significativo all’economia familiare veniva vista come un peso, e questo rituale era quindi considerato una forma di sacrificio altruistico, un atto di dedizione alla famiglia e alla comunità.
Le riprese saranno effettuate tra i cammini naturali nei pressi di Gairo (Nuoro) e la foresta demaniale di Montarbu, luoghi scelti per l’incredibile varietà di vegetazione e paesaggi, oltre che il forte legame con la cultura nuragica. Nei pressi di Gairo, infatti, si trova un sentiero che termina in un precipizio chiamato proprio come il rito da cui è tratto il corto: Babbaieca.