Gaza, Netanyahu: “Biden? Spero supereremo divergenze”. Negoziati con Hamas, il punto

Agenzia Adnkronos
10/05/2024
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(Adnkronos) – Nel mezzo delle tensioni con gli Stati Uniti, il premier israeliano Benjamin Netanyahu sceglie di andare avanti in solitaria sull'operazione a Rafah, promettendo di sconfiggere Hamas nonostante le pressioni della Casa Bianca, con la speranza di "superare le divergenze" con il presidente americano. Intanto, sul fronte cessate il fuoco a Gaza e liberazione degli ostaggi, i negoziati vanno avanti a fatica, con l'organizzazione islamista che ora scarica ogni responsabilità di un accordo interamente sulle spalle di Israele: "Ora la palla è completamente nel loro campo". "Conosco Joe Biden da molti anni, da più di 40 anni. Spesso siamo stati d'accordo, ma abbiamo anche avuto divergenze. Siamo stati in grado di superarle. Spero potremo superarle anche adesso". Si è espresso così il premier israeliano BenjaminNetanyahu nel mezzo delle tensioni con gli Usa dopo lo stop di Biden all'invio di armi al Paese in caso di operazione a Rafah. "Faremo quello che dobbiamo fare per proteggere il nostro Paese e questo significa proteggere il nostro futuro – ha poi insistito il premier israeliano in un'intervista al talk show 'Dr. Phil' rilanciata dalla Cnn -. E significa che sconfiggeremo Hamas, anche a Rafah". "Non abbiamo altra scelta", ha insistito il premier.  Il premier israeliano, del resto, era già stato chiaro. ''Se dobbiamo restare soli, resteremo soli'', ma ''combatteremo con le unghie e con i denti'' perché ''siamo determinati e siamo uniti per sconfiggere i nostri nemici e coloro che vogliono farci del male'', aveva detto nel videomessaggio diffuso su 'X' in vista del Giorno dell'Indipendenza che si celebra il 14 maggio. ''75 anni fa. Eravamo pochi contro molti'' mentre ''oggi siamo molto più forti'', aveva rimarcato. La posizione assunta dal presidente degli Stati Uniti non sembra quindi condizionare i programmi di Israele. Il presidente americano ha affermato che Washington non invierà più armi a Israele se l'operazione a Rafah, dove sono rifugiati circa 1,5 milioni di palestinesi, avesse luogo. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ''armi a sufficienza per le missioni pianificate, anche per Rafah'', ha spiegato portavoce delle Idf, Daniel Hagari . ''Le Idf dispongono di armi per le missioni che stanno pianificando, e anche per le missioni a Rafah. Abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno'', ha detto. Hagari ha quindi sottolineato che ''gli Stati Uniti hanno finora fornito assistenza in materia di sicurezza allo Stato di Israele e alle Idf durante la guerra in un modo senza precedenti''. Inoltre, il capo di stato maggiore delle Idf, il generale Herzi Halevi, parla ogni giorno con il capo del Centcom Usa, il generale Michael Erik Kurilla. ''Anche quando ci sono disaccordi tra noi, li risolviamo a porte chiuse'', ha detto Hagari. La Casa Bianca, intanto, continua il pressing su Netanyahu. "Distruggere Rafah non porterà a raggiungere l'obiettivo di Washington e Tel Aviv di sconfiggere Hamas a Gaza'', ha detto dichiarato John Kirby, portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, spiegando che gli Stati Uniti hanno proposto a Israele ''metodi diversi per fare pressione su Hamas''. Ovvero, ''esistono modi migliori per sconfiggere ciò che resta di Hamas a Rafah rispetto a una grande operazione di terra''. Il presidente Biden e il suo team "sono stati chiari per diverse settimane sul fatto che non supportiamo un'importante operazione di terra a Rafah, dove più di un milione di persone si stanno rifugiando senza un posto sicuro dove andare'', ha aggiunto Kirby, evidenziando la necessità di fornire aiuto alla popolazione. "Vogliamo che tutta l'assistenza umanitaria continui a passare attraverso il valico di Rafah e tutti gli altri valichi il più presto possibile", ha detto ancora. Gli Stati Uniti, ha spiegato, hanno chiesto agli israeliani di riaprire il valico e loro hanno accettato, ma senza fornire una tempistica. Da due giorni nessuno aiuto è entrato dai valichi con il sud della Striscia di Gaza, come ha detto il direttore per la Palestina di World Food Programme (Wfp), Matthew Hollingworth, spiegando che ''il nostro magazzino principale non è accessibile. Nessun aiuto è entrato attraverso i valichi meridionali in due giorni''. Con un post su 'X', Hollingworth ha spiegato che ''solo un panificio funziona ancora. Le forniture di cibo e carburante a Gaza dureranno solo 1-3 giorni. Dopo di che, le nostre operazioni si fermeranno''. Potrebbe intanto essere questione di ore la presentazione al Congresso da parte del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, del rapporto su Israele, fortemente critico riguardo la condotta a Gaza, che però non arriverebbe a concludere che ci siano state violazioni dei termini per l'impiego di armamenti Usa. Lo rivela Axios, che cita tre funzionari Usa, secondo cui il rapporto potrebbe essere presentato nelle prossime ore. Il documento relativo al rispetto delle leggi internazionali e americane, anche riguardo la distribuzione degli aiuti umanitari, era inizialmente atteso entro l'8 maggio e arriva in un momento di forti tensioni tra Israele e Stati Uniti. Secondo due fonti Usa citate da Axios, nelle ultime settimane in un messaggio al presidente americano Joe Biden dell'ambasciatore americano in Israele, Jack Lew, e dell'inviato Usa David Satterfield si afferma che Israele non sta violando il diritto internazionale nelle operazioni militari che dall'attacco del 7 ottobre in Israele martellano la Striscia di Gaza. Il rapporto è previsto dal National Security Memorandum, emesso a febbraio dal presidente Joe Biden, e il Dipartimento di Stato sta esaminando l'impiego degli armamenti da parte di Israele e di altri sei Paesi coinvolti in conflitti armati. "Ora la palla è completamente nel campo" di Israele. E' quanto afferma Hamas confermando che la sua delegazione ha lasciato Il Cairo alla volta del Qatar e che, "in pratica", Israele "ha respinto la proposta presentata dai mediatori e sollevato obiezioni su varie questioni centrali" per arrivare a un accordo di cessate il fuoco. Secondo notizie rilanciate dal Times of Israel, è questo il contenuto di un messaggio di Hamas alle altre fazioni palestinesi passati più di sette mesi dall'attacco dello scorso 7 ottobre in Israele e dall'avvio delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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