Gamondi: da Acqui Terme a Cossano Belbo, 131 anni di storia

Vanessa Pompili
22/07/2022

Una celebrazione del buon bere. Il momento dell’aperitivo come rito sociale che unisce e trasforma “l’ordinario in straordinario”. È il manifesto di Gamondi, azienda piemontese di lunga data che non dimentica il suo passato, anzi ne fa tesoro, ma è protesa verso il futuro, basando la sua politica aziendale sulla sostenibilità che “nasce dalla consapevolezza di essere solo ospiti sulla Terra”.

Dal 1890 Gamondi significa amaro, l’Amaro Gamondi, la cui ricetta precisa “sta scritta su un foglio di carta nel portafoglio” scriveva Carlo Gamondi nel suo testamento. Tutto inizia ad Acqui Terme tra le mura di una drogheria dove si trova un po’ di tutto e dove il giovane Carlo fa provare ai suoi clienti il suo amaro. Carlo Gamondi è un erborista che conosce bene le piante officinali e crea una miscela originale caratterizzata dalla tradizionale macerazione a freddo di erbe e piante aromatiche. Un Amaro con la A maiuscola, la cui bottiglia nel corso del tempo ha conosciuto diverse forme fino a quella attuale e ormai iconica che richiama la Bollente, fontana simbolo di Acqui Terme.

Nel tempo l’Amaro colleziona medaglie di riconoscimento e l’erborista acquese decide di lasciare la drogheria per aprire “La degustazione” (che sarà poi Bar Gamondi). Da questo momento in poi l’Amaro diventa popolarissimo in città fino a conquistare il soprannome “Superamaro”. Passano gli anni e il marchio viene rilevato da due imprenditori del cuneese, Gianfranco Toso, titolare insieme a Pietro e Massimo dell’omonima azienda di Cossano Belbo e Valter Porro, nipote dell’erborista Teodoro Negro (ideatore dell’Amaro Toccasana Negro).

Dal 2009, momento dell’acquisizione, i due nuovi proprietari hanno avuto una grande ambizione: riportare alla luce l’eredità di Carlo Gamondi attraverso una riproposizione delle ricette originali più significative. L’Amaro, il Bitter e l’Aperitivo su tutti. Prodotti che mostrano un legame importante con il territorio e a cui poi si sono aggiunti i Vermouth di Torino (vincitori del premio Vermouth dell’Anno 2020). Gli ultimi protagonisti di una storia lunga 131 anni.

Gamondi vive il presente e guarda al futuro, impegnandosi nella salvaguardia ambientale con scelte aziendali orientate alla sostenibilità. Dalle infrastrutture fino al prodotto, si opera nel pieno rispetto dell’ambiente. Un impegno concreto in un’ottica di risparmio energetico che prevede l’utilizzo di tre strutture di impianti fotovoltaici che producono il 40 per cento di energia necessaria ai processi aziendali e l’ulteriore impiego della biomassa per generare energia aggiuntiva. Gamondi ha abbandonato i combustibili fossili in favore della biomassa da oltre dieci anni. L’azienda è dotata di un impianto di depurazione e recupero delle acque per il lavaggio esterno e per la refrigerazione. Per lo stoccaggio della merce vengono impiegate navette robot che consente di diminuire i mezzi gommati, efficientare il lavoro e il consumo di energia del magazzino. Nulla viene lasciato al caso. Nel laboratorio interno avviene tutto il lavoro di analisi, controllo e verifica del processo produttivo per garantire prodotti con materie prime di qualità e prive di pesticidi o altri inquinanti.

Tanti i prodotti dell’azienda pluripremiati.

L’Aperitivo Fiori di sambuco è un vino aromatizzato ai fiori di sambuco dal sapore fresco e delicato e dall’aroma fiorito e agrumato. “I fiori freschi di sambuco crescono spontaneamente sulle colline delle Langhe, dove vengono raccolti solo con forbici e cestino – spiegano da Gamondi. “Grazie a questo processo è possibile selezionare i fiori più profumati e rigogliosi da utilizzare per la successiva infusione in alcol. Si ottiene così una base fresca e ricca di aromi a cui vengono aggiunti mosto bianco di Moscato e distillato di vino”.

Il Vermouth di Torino Bianco insieme al Vermouth di Torino Rosso è il tradizionale aperitivo piemontese, preparato secondo l’antica ricetta della casa. L’artemisia, coltivata proprio in Piemonte, è il suo elemento distintivo.

Per chi non ama osare troppo c’è il Bitter, l’aperitivo per antonomasia, da gustare liscio, on the rocks o come base per cocktail, vincitore per due anni consecutivi di importanti premi di settore.

Il suo nome la dice tutta: Aperitivo, un elegante blend di bevanda fermentata e infusi di scorze di arance e piante aromatiche, è un aperitivo fresco e dissetante che nel 2020 si è aggiudicato l’Excellence Spirits Award.

Immancabile la Sambuca, tipico liquore dolce italiano e la Crème de cassis, di origine francese ma poi italianizzata e prodotta a Torino con il nome di Ratafià.

Vanessa Pompili