Elezioni amministrative, bene il centrodestra, crollo del M5S

Giampiero Castellotti
14/06/2022

Poche clamorose sorprese ed una sintesi inappuntabile: nelle aree a tradizione conservatrice, quando il centrodestra è unito, vince nettamente, arranca se diviso (come a Verona e a Catanzaro). Tra gli altri dati, ampiamente prevedibili, il tracollo dei Cinquestelle, che riaccende le polemiche sulle alleanze, ed il sorpasso di Fratelli d’Italia sulla Lega. Tiene il Pd e un discreto debutto per il terzo polo.

In sintesi, nelle città capoluogo il centrodestra ha eletto il sindaco al primo turno in dieci città: Asti, Belluno, Genova, L’Aquila, La Spezia, Messina, Oristano, Palermo, Pistoia e Rieti. Il centrosinistra ha conquistato subito il sindaco in tre (Lodi, Padova e Taranto). Il centrodestra ha strappato Palermo al centrosinistra, al contrario il centrosinistra ha sottratto Lodi al centrodestra. Tredici i ballottaggi, in otto è avanti il centrosinistra, in cinque il centrodestra.

Per quanto riguarda il dibattito politico, nel centrosinistra è il flop dei Cinquestelle a rianimare il dibattito sulle alleanze, il tanto abusato “campo largo”. Il movimento oggi in mano a Giuseppe Conte segna clamorose battute d’arresto un po’ in tutta Italia: emblematico il caso di Genova dove passa dal 18,4 a poco più del 4 per cento, mentre a Padova, nonostante il trionfo del centrosinistra, prende poco più dell’1 per cento. A Parma, che con Pizzarotti segnò dieci anni fa l’inizio dell’epopea, il M5S addirittura non s’è presentato.

Nel centrodestra la parola d’ordine è “coesione”: la lezione di Verona, città roccaforte dei conservatori presentatisi divisi, è eblematica, con Damiano Tommasi che fatto raggiungere quasi il 40 per cento alla coalizione di centrosinistra.

Particolarmente animato il cosiddetto “terzo polo” che vede soprattutto Carlo Calenda soddisfatto, per quanto alcuni candidati si erano già presentati delle precedenti tornate elettorali.

Da registrare l’ennesimo calo del numero dei votanti.

Giampiero Castellotti