Distributori: prezzi alle stelle per il metano

Nataliya Bolboka
03/10/2022

Dallo scoppio della guerra in Ucraina si parla spesso di aumento di gas e carburante, caro energia e prezzi delle bollette esorbitanti, ma se c’è un aumento che ha spiazzato tutti è quello del metano.

Questo combustibile, infatti, è da sempre considerato molto economico, soprattutto se confrontato con gli altri. Oggi, invece, è (quasi) più conveniente avere un’auto a benzina.

Con le quotazioni del petrolio in ribasso i prezzi alle pompe continuano scendere, ma il metano segue una tendenza completamente opposta.

Carburanti come benzina, diesel e GPL sono sottoprodotti del petrolio e dipendono quindi dal prezzo del barile. Il metano invece è un gas naturale per cui varia in base al prezzo all’ingrosso.

Il primo ottobre, inoltre, segna l’inizio dell’anno termico e la scadenza di numerosi contratti, stipulati per lo più su base annuale. Se alla situazione già critica del prezzo del gas e alle prospettive di un inverno con riscaldamento razionato si aggiunge la speculazione, ecco la formula perfetta per contratti alle stelle.

Infatti, rispetto ai distributori tradizionali, quelli di metano hanno concentrazione numerica molto bassa e disomogenea. Ciò determina un oligopolio da parte dei gestori che, senza concorrenza, possono speculare indisturbati sul prezzo finale.

È così che il costo del metano da un anno a questa parte è quasi triplicato, tanto da raggiungere in alcune città i 4 euro al chilo.

Nemmeno l’Iva al 5 per cento e il taglio dell’accisa sul gas naturale operati dal governo sembrano far fronte all’aumento dei costi.

Rincari che, come sempre, si ripercuotono sulle tasche dei cittadini e agli automobilisti non resta altro da fare se non cercare il distributore con il prezzo più basso.

Nataliya Bolboka