Aziende, in Molise il “Casale rosa“

Redazione
14/05/2022

Quando si parla di sistemi, di aggregazioni ai fini turistici, viene sempre meno la forza di un’economia: quella della condivisione. Si propongono schemi, fasi progettuali, indicazioni, ricette basi e più complesse, per risolvere i propri ed i problemi degli altri. Un vero “Paradiso“ delle Signore che alla fine, come canta il cantautore molisano Lino Rufo, porta a pensare “si parla si parla e non si approda mai a nulla”.

Ma, per fortuna, non sempre, oltre la bellezza e la sonorità della canzone di Rufo, detta condizione di assoluta verità. In Molise, non a caso, si possono trovare strutture accoglienti, dove ospitalità e qualità si legano indissolubilmente con la certezza del bello, del buono, del sublime dondolio di una fantastica altalena, che nel suo moto ondoso, ti porta a sognare, e sperare, una volta terminato il sogno, che le cose possano decisamente volgere al meglio.

Una di queste strutture è certamente il “Casale rosa“ di Vinchiaturo (Campobasso), in una contrada, Monteverde, che domina la valle.

Una famiglia di titolari, che dell’accoglienza fanno la solida condizione di conduzione, la ciliegina sulla torta. Felice, uomo dalle risorse umane e professionali senza pari, dona splendore ai suoi gioielli, moglie e figli, che non danno tregua alla sciatteria rendendo essa, bellezza e finezza in ogni suo contorno e sfaccettatura. Dall’arredo, debitamente pieno di ceramiche artigianali “fatte in casa”, come se fossero sfornatine di dolcetti prelibati, alla cura maniacale delle zone di relax, ai giardini, la struttura agrituristica ti accoglie e non ti lascia mai solo. Arrivi, ti accomodi, scopri la coltivazione idroponica (fuori terra), vera innovazione per il Molise, cibi d’eccellenza, e tanta pace nel cuore. Consigliarlo è quasi un peccato, poiché si vorrebbe tenerlo solo per se.

Ma cosa vogliamo significare con un titolo che ci apre all’avanguardia? Moltissimo, vi assicuriamo. La struttura, nella convinzione della proprietà, recita un’azione sinergica ed aggregativa, che fa della stessa la punta di diamante per eventi culturali, strutturali e commerciali. Recentemente, infatti, ha ospitato eventi di formazione professionale, e nella giornata del 13 maggio, un incontro propedeutico alla formazione per la partecipazione a Bandi Europei diretti. Invitati a relazionare dinanzi ad operatori, al sindaco di San Massimo (Campobasso) Alfonso Leggieri, a rappresentanti dell’Università del Molise, i vertici della s.c.a r.l. ADL Formazione, che hanno trattato il tema, proprio tale tema. L’incontro è stato impostato su progetti di Destinazione Turistica.

Nel contempo si sono accese delle lampadine di luce bianca sulle cifre percentuali dei fondi richiesti, e sulle opportunità per Ostelli e Case Vacanze. Nella consapevolezza che l’unione fa la forza, e che essa è indispensabile per accedere a linee di finanziamento comunitarie, il sindaco di San Massimo ha inteso adoperarsi da subito per costituire un gruppo di lavoro al fine osservare problematiche e incidenze positive, utili all’azione che si intenderà produrre per indurre alla progettazione comune, proprio in ambito turistico. A breve novità e nuovi incontri che sistemicamente porteranno a consolidare l’idea di un cambio di passo spinto dal basso, e che sia propedeutico ad una nuova politica regionale, ormai allo sbando sistemico e culturale. Il Molise è biodiverso ! Della biodiversità se ne faccia un vanto, e non una omologazione. Insieme si può e se senza schemi precostituiti, lo si può ancor di più!

L’occasione è stata quella giusta per favorire l’invito ad essere presenti il 23 maggio a partire dalle ore 10,00 presso la struttura del forno casereccio “De Cesare“ a Macchiagodena (Isernia), per la procedura di riconoscimento del Pane Casereccio speziato, quale prodotto agroalimentare territoriale. Dopo il peperone di Bojano, il paniere si arricchirà sempre più. Non mancherà la degustazione di pane, tartufo del Matese della struttura di Gino De Gregorio, peperone di Bojano preparato sapientemente da Filindo Russo. Non occorre invito per chi crede che il Molise possa essere la vera ricchezza di una Italia senza più cuore, e particolare attenzione per il mondo rurale.

(foto: Borghideccellenza)

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